Tour della Siria: culla e crocevia di civiltà

Tour della Siria: culla e crocevia di civiltà

Autore: Prof. Lino Campesato - Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Campiglia dei Berici

Destinazione: Tour della Siria: culla e crocevia di civiltà

Periodo di viaggio: 26 febbraio - 5 marzo 2006

Un paese vivace  ed ospitale, tollerante e gentile ci ha accolto con la bellezza delle città, la diversità dei paesaggi, lo splendore dei monumenti, il fascino di millenarie civiltà.
    Abbiamo visto molti contrasti: donne scollate e in gonna corta; abbiamo incontrato nere donne velate e ragazze in jeans con i capelli al vento.  Abbiamo visto i Drusi che, tranne i 'saggi', non si coprono.
    Nel quartiere est di Damasco ci siamo imbattuti in un tabernacolo con le immagini della Madonna e del Cristo a poca distanza dalle  moschee dove siamo entrati ed abbiamo scorto Sunniti e Sciiti che esprimevano modi diversi di devozione e di preghiera.
    Abbiamo un  po' assaporato la dolcezza del vivere mangiando (bene) in buoni ristoranti bevendo tè caldo a tutte le ore, assistendo ai giochi liberi e chiassosi dei bambini, fumato il narghilé dopo un lauto pranzo. Ma più di ogni cosa siamo stati conquistati dai magnifici resti, e tanto rimane ancora sotto la sabbia, delle civiltà che qui si sono succedute. Abbiamo scoperto un paese fratello, non solo per la comune origine mediterranea, ma perché in Siria, come in Italia, tanti popoli si sono affacciati, tante culture di sono intrecciate e sono state rielaborate in modo nuovo ed originale.
    Alcune immagini più di altre rimangono indimenticabili.
Aleppo con il suo bazar colorato e profumatissimo, la cittadella, testimonianza straordinaria dell'arte islamica, il quartiere con le case e i fòndachi  degli antichi mercanti armeni.
I resti di Apamea, nella fertile valle dell'Oronte, straordinario esempio di arte ellenistico-romana in Medio Oriente.
San Simeone, il gioiello architettonico più prezioso fra le città morte bizantine.
Damasco una miscela di gloriose eredità e di modernità, testimonianza di  innumerevoli civiltà delle quali preserva i segni e i monumenti.
Stupefacente ciò che resta di Palmira, la grande e ricca città carovaniera del deserto, dove, accanto alla potenza politica e alla floridezza degli scambi commerciali, fioriva il culto della bellezza, come testimoniano gli splendidi monumenti: il teatro, l'agorà, i templi. La lunghissima via colonnata si colora all'alba e al tramonto di una calda luce rosata che si diffonde su tutte le rovine, nel  più totale silenzio in cui si ode solo il gran vento del deserto.
Ed è emozionante quanto mai la visita al sito di Ebla, l'antica città dimenticata tornata alla luce grazie alla missione archeologica italiana. Abbiamo visitato gli scavi sul far della sera, quando le prime ombre rendono più profonda la visione e la riflessione ed abbiamo visto i palazzi, la cittadella, i magazzini, testimonianze di una grande cultura urbana del III millennio a.C.
Abbiamo visto ciò che resta della sala degli archivi, dove, nel 1975 sono state trovate le circa 15.000 tavolette scritte nei già noti caratteri cuneiformi ma in una lingua diversa da quelle fino ad allora note, la lingua eblaita  poi rivelatasi la più antica lingua semita conosciuta.
Ed è stato molto bello ed emozionante rendersi conto del lavoro comune di italiani e siriani che da decenni scavano e studiano questa originale cultura protosiriaca, un grande contributo che la Siria ha dato alla storia delle civiltà.