Terrasanta e Giordania

Terrasanta e Giordania

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Destinazione: Terrasanta e Giordania

Periodo di viaggio: Aprile 2005

1° giorno:
Arrivo in Israele...Il primo impatto è con il clima caldo e secco: ci accompagnerà per tutto il tempo.
Si sale a bordo del pullman siamo diretti vero il Santuario Stella Maris al Monte Carmelo, ma è necessaria una breve sosta a Cesarea Marittima. Passiamo accanto alla cittadella crociata e all'acquedotto romano che dai pendici del Carmelo portava l'acqua alla città, assaggiamo le prime 'specialità' arabe con un veloce spuntino; poi di nuovo in pullman attraverso strade, rese vive e colorate da piante e fiori in grande spolvero.  Ordine, pulizia e tranquillità; nessuno dei partecipanti - solo per il semplice fatto di aver aderito a questo pellegrinaggio ha alcun timore per la situazione che ci descrivono i  mass media in Italia - ma vedendo in loco la situazione reale e non quella descritta dai media, ci si rassicura ulteriormente.
Saliamo al Monte Carmelo: dopo la celebrazione della messa visitiamo il santuario, e una sosta in preghiera nella grotta di Elia profeta. All'uscita uno sguardo allo stupendo panorama della città di  Haifa. Poi in pullman verso Tiberiade.

2° giorno:
E' la giornata dei Santuari del Lago di Galilea, la giornata del funerale di Papa Giovanni Paolo II, che sarà presente sempre nella preghiera e nel ricordo in ogni luogo che ricorda l'apostolo Pietro, sia al piccolo Santuario del Primato che nell'area archeologica di Cafarnao.
Visitiamo i resti di Cafarnao, dove gli archeologi hanno trovato la casa di Pietro, le tracce della basilica bizantina, l'imponente Sinagoga, costruita su quella dei tempi di Gesù proprio in contrapposizione a quella che doveva essere la superba basilica bizantina; una sosta seduti sotto le piante per leggere il discorso del pane, come ce lo presenta Giovanni nel capitolo 6, prima di rimetterci in pullman per dirigerci a Tabgha. Al Santuario della moltiplicazione dei pani, ammiriamo gli stupendi mosaici.
Il Monte delle Beatitudini chiude la mattinata con la lettura e il commento per ogni beatitudine.
Quindi si riparte per Nazareth: la città della Madonna, di San Giuseppe e dell'infanzia di Gesù.
Iniziamo con la visita alla Basilica delle Nazioni, dove la Santa Messa viene celebrata alla grotta dell'Annunciazione. Completano la nostra visita uno sguardo alla facciata est con il suo portale di bronzo, la salita alla Basilica superiore e l'ingresso nella chiesa di San Giuseppe: qui scendiamo nella cripta. E'  ben visibile una vasca di chiara origine battesimale per la presenza di simboli legati alla celebrazione di questo sacramento. Poi ci trasferiamo al vicino museo - dove possiamo fotografare la pietra del 'Chaire Maria' - e andare alla scoperta  dell'antico villaggio di Nazareth. La visita alla Fontana della Vergine Maria - che purtroppo è stata volgarmente imbrattata durante il periodo delle tensioni per la costruzione della moschea a Nazareth, completa questo pomeriggio nella città della Madonna.
Il tempo ci permette sulla via del ritorno un'imprevista visita  a Cana di Galilea, al Santuario del miracolo dalla cupola rossa.

3° giorno:
Prima tappa è a Gerasa, l'antica città della Decapoli, che con la dominazione romana si dotò di templi, del teatro, del foro, e altre strutture tipiche della civiltà greco-romane. Visitiamo questo stupendo sito archeologico, non senza esserci dapprima un po' soffermati al teatro romano.
A Madaba facciamo una prima sosta alla chiesa di San Giorgio, per ammirare lo stupendo mosaico della  Palestina;  si sale al Santuario di Mosè al Monte Nebo dove la morte raggiunge Mosè sulla soglia della Terra promessa e sulla sua iniziativa a favore dei giovani e degli handicappati della Giordania con la costruzione del centro di Regina Pacis. Uno sguardo dall'alto del monumento del serpente di bronzo, prima di scendere di nuovo a Madaba, per conoscere la scuola del mosaico.
Ci portiamo ad Amman per la notte.

4° giorno:
E' il giorno dell'escursione a Petra, con una levata di buon mattino. Appena partiti la guida ci illustra una buona parte del centro della città di Amman, permettendoci di vedere questa stupenda città più europea che araba.
La preghiera del mattino ci introduce nel tema del Deserto, che percorreremo per chilometri e chilometri, seppure su un autobus comodo e su una superstrada confortevole.
L'entrata nel Sik, l'apparizione meravigliosa del Tesoro - Al Khaznah-  il Teatro, le Tombe dei Re, il Cardo sono i monumenti stupendi che affascinano i turisti di ogni tempo e di ogni luogo. Dopo il pranzo un gruppetto sale al monastero: i più coraggiosi   a piedi, qualcuno invece contratta con i beduini la salita in groppa all'asinello. Il panorama al Belvedere è stupendo.

5° giorno:
Partiamo per Betania al di là del Giordano, luogo del Battesimo di Gesù. In questa località nei pressi del confine tra Giordania e Israele è stata effettuata la più importante scoperta archeologica di questi ultimi dieci anni, essendo stata riportata alla luce la più antica chiesa cristiana, a testimonianza della tradizione, che ha sempre collocato l'attività del Battista - e quindi il battesimo di Gesù - 'al di là del Giordano'.
Entriamo in Gerico, con una piccola deviazione per poter ammirare il superbo sicomoro, rimasto a ricordo dell'incontro di Gesù con Zaccheo.  Gerico è anche la città del cieco nato, ma è la città vicino al Monte delle Tentazioni, visitiamo gli scavi archeologi del Tell Es- Sultan, che ci permettono di contemplare dall'alto l'oasi di Gerico e la torre più antica del mondo, con otto mila anni di storia alle spalle. 
Dopo una breve discesa dal pullman per fotografare il Monastero delle Tentazioni e una rapida visita panoramica alla Gerico Erodiana, iniziamo la salita nel Deserto di Giuda.
La prima tappa è per contemplare la Laura di San Giorgio Koziba dall'alto; sulla montagna di fronte un sentiero porta alla Laura e numerosi pellegrini lo stanno percorrendo a piedi.
Poi ci fermiamo all'Uadi el Kelt . 'I monti saltellarono come arieti, le colline come agnelli di un gregge': è l'espressione dell'autore del salmo 134, che a questo luogo si è sicuramente ispirato. In questo scenario che toglie l'aria dalla gola celebriamo la santa Messa.
Gli ultimi chilometri che ci separano dall'entrata in Gerusalemme, sono scanditi dal canto e dalla preghiera del salmo 121: 'Rallegrati Gerusalemme, accogli i tuoi figli nelle tue mura'.
La prima apparizione di Gerusalemme, con una visione globale sulla città vecchia e la spianata del Tempio ci lascia col cuore gonfio di gioia: stupiti e ammirati, entriamo in questa città pregando per la pace: preghiera che abbiamo evocato in ogni luogo per questa terra, martoriata dal terrorismo e dalla violenza e dall'odio tra due popoli, anche se a noi pellegrini questo appare solo per la visione di tanti giovani armati, ma non notiamo in questi giorni alcun clima di tensione e paura.

6° giorno:
Tutta la giornata è per la città santa. Iniziamo la nostra visita dalla spianata del Tempio, luogo che è stato l'occasione della ripresa della intifada del 2000 dopo la profanazione compiuta da Sharon e i morti succeduti nei disordini successivi.
Lungo un vicolo del suk ci portiamo all'ingresso del muro del Pianto:per la preghiera di ognuno al muro uomini e donne vanno ciascuno dalla propria parte; gli uomini sono più fortunati in quanto possono anche entrare anche nella sinagoga in quello che è chiamato l'Arco di Wilson, uno degli archi del viadotto che dalla spianata conduceva alla città alta e ai suoi palazzi.
Lasciato il muro del pianto, sempre attraverso i vicoli della città vecchia ci portiamo alla Chiesa di Sant'Anna, nei pressi della Piscina probatica. Dopo aver ammirato i resti archeologici della piscina, in chiesa, cantiamo la Salve Regina. Scendiamo nella cripta dove i crociati avevano localizzato la casa dei Santi Gioachino ed Anna e ammiriamo una stupenda icona della Vergine preservata dal peccato originale.
Usciamo dalla porta di Santo Stefano per recarci al Getsemani. Entriamo nell'orto degli ulivi, dopo aver ammirato e fotografato i poderosi millenari otto ulivi rimasti, entriamo nella Basilica del Getsemani. Uscendo scendiamo alla Tomba di Maria, la chiesa di proprietà comune ortodossa e armena, buia e annerita dal fumo della candele, che ricorda l'Assunzione della Vergine Maria.
All'uscita ci rechiamo al luogo più antico consacrato dalla tradizione cristiana, che è la Grotta dell'Arresto, dove un impetuosa alluvione del 1956 ha portato alla luce tracce di mosaici risalenti al IV-V secolo.
Alle due riprendiamo con la Via Crucis, lungo la Via Dolorosa, percorrendo tutte le stazioni fino alla Basilica del Santo Sepolcro. Una grazia immensa! Saliamo per primi all'altare della crocifissione, per primi, senza premura possiamo chinarci e baciare la terra all'altare della morte di Gesù; poca gente anche all'Edicola del Sepolcro, dove cinque alla volta e ordinatamente sotto il comando preciso di un pope ortodosso, entriamo in commossa preghiera e adorazione.
Si completa la Via Crucis alla Pietra dell'Unzione e in seguito la guida ci illustra le varie cappelle che contornano la basilica: quella di Longino, della divisione delle vesti, di S. Elena, degli Impropreri e la cappella d'Adamo.  Ci è stato permesso fare una foto di gruppo proprio di fronte all'Edicola del Sepolcro. Per le vie del Suk ci rechiamo alla porta di Damasco.

7° giorno:
Completiamo la visita di Gerusalemme recandoci subito al Cenacolo.
Scendiamo nella sottostante piano alla Tomba di Davide, che non ha comunque alcun riferimento storico, né archeologico;  gli israeliani, pur sapendo questo, circondano questo luogo con venerazione. All'esterno della Tomba l'Antico chiostro del Francescani risalente al 1335. Un angolo di serenità e di silenzio.
Ci si reca poi alla Chiesa della Dormizione, che ricorda il transito della Madonna. Chiesa del 1910, affidata ai monaci benedettini, custodisce nella cripta una statua di legno di Maria sul letto di morte: ricorda il luogo che la tradizione vuol indicare come il posto della morte della Vergine Maria.
Attraverso la porta di Davide (o di Sion) ci portiamo nel quartiere armeno. Poi entriamo nel quartiere ebraico, centro della resistenza durante la guerra arabo-israeliana del 1948. Si ammirano i resti delle sinagoghe dei Sefarditi e degli Askenaziti. Gli scavi archeologici hanno permesso il ritorno a cielo aperto del cardo maximus.In bella esposizione la menorah dai sette bracci dorata.
Riprendiamo il pullman e ci portiamo verso Betlemme.  Una stretta al cuore quando per la prima volta appare ai nostri occhi, nei pressi del posto di blocco, l'orrenda visione del muro della vergogna! Il muro fatto costruire in questi ultimi anni per impedire agli abitanti dei Territori occupati il libero accesso alla terra di Israele.
Ci rechiamo subito alla grotta dei Pastori, dove, dopo aver ascoltato la spiegazione sul significato del luogo dove gli angeli apparvero ai pastori annunciando la nascita del Messia e cantarono il Gloria in excelsis Deo, celebriamo la messa.
Visitiamo poi la Basilica della Natività. Risaliamo per la spiegazione della parte interna della Basilica, con i preziosi mosaici purtroppo anneriti anche per l'incuria di ortodossi e armeni. Poi la visita alla chiesa di Santa Caterina, alle grotte sotterranee, con la Grotta del Sogno di San Giuseppe, la Grotta degli Innocenti e la Grotta di San Gerolamo.
Abbiamo terminato la parte del nostro pellegrinaggio. Un'ora per gli acquisti, perché tutti siamo d'accordo e vogliamo andare a visitare il Mausoleo della Memoria, alla collina dell'Herzl. Quasi tutti passiamo per il Mausoleo dei bambini: un nodo alla gola ci prende tutti, perché al di là di ogni razza, comunque ci ricorda che quando l'uomo dimentica la sua dignità, diventa una bestia feroce!

8° giorno:
E'  il giorno della partenza....Il ritrovo al pullman a è fissato per le ore 10, per cui molti ne hanno approfittato per un ultimo incontro con Gerusalemme, col Suk, il Sepolcro o una breve visita a luoghi non inclusi nel nostro programma.