Cammino di Santiago

Cammino di Santiago

Autore: Don Pietro

Destinazione: Cammino di Santiago

Periodo di viaggio: Giugno 2006

L'11 giugno i 'pellegrini' della  Parrocchia si ritrovano nel primo mattino per dare inizio a quella meravigliosa esperienza, che li porterà fino alla tomba dell'apostolo Giacomo e, ben oltre, fino all'estremo confine della terra: 'fisterra'!
La nostra Roncisvalle è il pullman dell'Elite viaggi che ci sta portando alla Malpensa per l'imbarco verso la terra di Spagna: la benedizione del Pellegrino,  il rito che si compie nella tarda serata a Roncisvalle, viene impartita da don Pietro.
Il viaggio è tranquillo e l'Iberia si dimostrerà per noi una compagnia puntuale e precisa. Si atterra in  perfetto orario a Madrid e si riparte sempre puntuali per Pamplona.
L'ingresso nella città della fiera di san Firmin e della tradizionale corsa libera dei tori ci immerge subito in una realtà diversa dalla nostra città; nel breve ma denso giro turistico incominciamo a capire la civiltà spagnola, con le sue imponenti cattedrali gotiche, la plaza maior, le vie del centro strette e con case variopinte e arricchite da pittoreschi balconi, il municipio della città... Il momento turistico accompagnerà questo viaggio, che comunque vuol restare un pellegrinaggio, ripercorrendo la Via francese del Cammino di Santiago, partendo da Pamplona.

E subito la mattina del 12, durante il breve trasferimento, la preghiera del salmo 1, il salmo delle due vie, apre quella che diverrà la giornata dell'ENTUSIASMO, necessario per poter vivere un'esperienza e iniziare un cammino; ci ritroviamo in aperta campagna e ci accoglie un gioiello, la chiesa romanica di Eunate, dedicata alla Vergine Maria. Santa Maria del cammino è il canto -  veramente adatto - che innalziamo: sta per iniziare il nostro primo tratto a piedi, da qui fino al Puente della Reina, passando per il piccolo borgo di Obanos. Qualche strappo iniziale verso Obanos è faticoso; nel centro di questo simpatico paese, dominato dalla piazza, dalla chiesa di S. Juan Batista e dalla porta di ingresso, un simpatico incontro con un primo pellegrino: un signore belga con il suo mulo. Pina, memore del­l'esperienza in Giordania, subito rincorre il mulo e lo mette sul chi va là! ma per fortuna la strada verso Puente de la Reina è in discesa! Celebriamo la messa nella  chiesa di Santiago el Major con la celebre statua dell'Apostolo, popolarmente nota con il nome di 'el betza'.
Un caffè veloce, l'attraversamento del piccolo borgo, una sosta al ponte, dove si congiungono tutte le vie che portano a Compostella, per qualche scatto fotografico e il nostro giovane, ma bravissimo autista ci aspetta per condurci attraverso l'antica via romana, in un paesaggio collinare ricoperto da campi di grano verso la città di Estella, residenza nel XII secolo del re di Navarra. L'orario del passaggio in questa città medioevale - è mezzogiorno - ci impedisce di entrare nella la chiesa di San Pedro de Rua, che possiamo solo contemplare dall'esterno; poi ad ammirare lo stupendo portale romanico - considerato appunto un capolavoro di questo stile -  della chiesa di San Miguel.  Di nuovo in pullman verso Logroño per il pranzo, ma l'importante è sapere che siamo nella Rioja, la regione che dà il nome ad un vino dal marchio famoso. Si riparte poi verso Santo Domingo de la Calzada, una delle tappe più importanti del cammino. Porta il nome del santo che la fondò per assistere i pellegrini. Ricca di opere d'arte la cattedrale con le navate a forma gotica e l'abside romanica ha un particolare curioso: un pollaio che ospita un gallo ed una gallina, in ricordo di un episodio accaduto nella cittadina secoli fa. La visita contempla anche un giro veloce per il Museo. Una breve sosta al Parador per una bibita e di nuovo in pullman; lasciamo la Rioja per entrare nella meseta castigliana e scendere verso Burgos

Il 13 mattino lo dedichiamo alla visita di Burgos, ma lo iniziamo con la santa messa nella cappella di Santa Tecla in Cattedrale, verso le 9.
Ci incontriamo con la guida che ci aiuterà nella scoperta dei tesori della Cattedrale, con guglie, pinnacoli, torri e il suo possente tiburio ottogonale e il museo; poi un rapido giro nel centro della città per uno sguardo alla casa del Cordon.
Dopo pranzo lasciamo Burgos diretti  verso Boadilla del cammino, un piccolo borgo dal bellissimo rollo gotico con tutte le case in tapial. Iniziamo la seconda tappa a piedi: la percorreremo  a coppie, distanziate una ventina di metri l'una dell'altra; durante il tragitto siamo invitati ad alternare momenti di silenzio con momenti di preghiera di coppia e di dialogo. Il tragitto è tutto piano e Fromista dista 6 chilometri e mezzo: un canale di bonifica ci accompagna per lunga parte del percorso, mentre fiori, soffioni, piccole lumachine e il canto degli uccelli ci fanno compagnia nella RISCOPERTA  delle cose che contano..
Arriviamo a Fromista, importante centro agricolo romano, chiamata 'Frumesta' probabilmente per l'abbondanza del grano dei suoi terreni: una rinfrescata, il timbro al Centro del Turismo e una visita alla chiesa di San Martin, unico resto di un precedente monastero fondato nel 1066; tre navate, due torri cilindriche ai lati della facciata, ciborio ottogonale, capitelli con raffigurazioni: veramente un piccolo gioiello.
La destinazione finale di questa giornata è Leon: una cittadina deliziosa, e ci accomodiamo al nostro hotel, a duecento metri dal lussuosissimo Paradores de San Marcos.

Anche la mattina della nostra quarta giornata inizia con la Santa Messa nella Cattedrale: ci viene riservato l'altare maggiore della Cattedrale, dominato da una splendida pala dedicata alla Vergine Maria, così come alla 'Vergine bianca' è dedicata la celestiale cattedrale, che con le sue vetrate coloratissime ci immerge in una atmosfera di paradiso.
Il Camino ci porterà verso la Basilica di Sant'Isidoro, che ci permette anche di ammirare il palazzo opera di Gaudì, oggi sede di una banca. Visitiamo il gioiello della basilica: il Panteon de los Reyes, decorato da preziosissimi affreschi romanici unici al modo. Una sosta nella Basilica per la preghiera all'Eucaristia, solennemente e perennemente esposta; cantiamo insieme T'adoriam, ostia divina.
Riprendiamo il viaggio verso Astorga, la 'Asturica Augusta' di 2000 anni fa. Una cattedrale gotica con un'imponente facciata è alla nostra vista; purtroppo la cattedrale, vista l'ora, è chiusa e non possiamo entrare; ammiriamo anche il Palazzo episcopale, opera neogotica di Gaudì. Un pò di tempo libero per acquistare le leccornie tipiche di questa città: cioccolato e mantecadas, tanto per occupare un po' lo stomaco, visto che al ristorante ci aspetta il cocido maregato, un piatto tipico molto gustoso, che definire 'leggero' potrebbe risultare blasfemo! Ma prima di andare al ristorante mi viene consegnato ufficialmente il bordone con la zucca e la concha.
Si riparte per una breve visita 'fuori programma': diventerà famosa perché, appena scesi dal pullman un violento acquazzone ci sorprende, mentre iniziamo la visita di Castrillo de los Polvazares un borgo caratteristico che ci richiama alla mente la città che muore, Civita di Bagnoreggio. Ci ripariamo nel portone di ingresso di un piccolo ristorantino, dove la simpatica padrona mi mostra orgogliosa la sua foto con Giovanni Paolo II; anch'io accetto di posare con lei: non si sa mai!!!
Ci aspetta una tappa a piedi da Fantanebon alla Cruce de Hierro. sono solo due chilometri, ma in salita, in montagna. Stupendi cespugli di ginestre gialle e bianche, tappetini di erica ci sono di conforto, mentre saliamo accompagnati dalla preghiera delle Litanie dei santi.  Anche i santi  ci stanno aiutando per giungere a quella croce dove deporremo un sasso, anche noi compiamo il gesto che, col tempo, ha formato ai piedi della croce di ferro una montagna enorme di sassi lasciati dai pellegrini. Una foto di gruppo scattataci da ciclisti di Burgos immortala questa tappa.
Abbiamo raggiunto la parte più alta del cammino: il monte Hirago (1500 metri). In un paesaggio molto suggestivo la strada comincia a scendere inoltrandosi nel Bierzo, dove si susseguono Rego dos Ambros, tipico paesino montano del Bierzo, e Ponferrada.. Tra le montagne e i boschi fittissimi di questa zona, tra le case in ardesia e legno.

E' il quinto giorno, quello del nostro arrivo a Santiago di Compostella. Dopo colazione riprendiamo subito il pullman lasciandoci Ponferrada alle spalle, diretti a Villafranca del Bierzo, ultima tappa prima di entrare in  Galizia: qui i pellegrini stremati che non avrebbero potuto continuare il viaggio ottenevano l'indulgenza passando attraverso la porta del perdon della chiesa di Santiago.
Si riparte risalendo tra i boschi la strada che porta a O Cebreiro, prima tappa della Galizia a 1293 metri. Il villaggio è caratterizzato dalle pallozzas, abitazioni di origine celtica, in pietra con tetti di paglia. La disponibilità della signora che è addetta alla custodia della chiesa di Santa Maria del Real, ci dà la possibilità della celebrazione dell'eucaristia in quella chiesa dove avvenne nel secolo XIV un miracolo eucaristico, che ci ricorda quella della nostra chiesa di Santa Maria in Vado.
L'eucaristia, in questa chiesa tanto raccolta e semplice, dominata da una stupenda croce e da un statua lignea della Vergine con bambino - che sembra manifestare il suo stupore guardando all'altare dove ogni volta si compie il miracolo dell'eucaristia - è vissuta a detta di tutti in maniera molto intensa.
Prima di ripartire qualche acquisto d'obbligo, un buon caffè (si fa per dire) e di nuovo ripartiamo in un lungo trasferimento verso il Monte del Gozo, quel monte appunto definito della gioia, quella gioia che il pellegrino prova nel vedere finalmente apparire le torri della Cattedrale di Santiago.
La foto di gruppo è d'obbligo sotto l'enorme monumento bronzeo dei due pellegrini che esultano nel vedere la cattedrale.  Iniziamo la nostra ultima tappa a piedi lungo i quattro chilometri che porteranno alla Cattedrale. La prima parte è in discesa lungo la collina; il gruppo è un po' indisciplinato: c'è chi corre e c'è chi non finisce mai di scattare foto o fare riprese! E' in programma il canto  - che è espressione della gioia cristiana - riusciamo sì a cantare, ma non si sente la coralità del gruppo; poi appena terminato lo scollinamento e entriamo in città 'finisce' il senso del pellegrinare.
Nell'avvicinarci sostiamo alla Capilla de animas, la chiesa del suffragio per le anime del purgatorio, dove sostiamo sì per guardare la massiccia Via Crucis, ma soprattutto per pregare di nuovo coloro che ci hanno aiutato, facendoci entrare - cosa straordinaria - in Santiago con il sole e il cielo azzurro. Poi ci avviciniamo alla Cattedrale dal lato Nord, ed entriamo per i lato Est. La lunga spiegazione ci conduce metro dopo metro a cogliere le ricchezze di questo monumento, ma anche ad entrare nella vera spiritualità del pellegrino, dando onore alle reliquie dell'apostolo. Ci aiuta anche a cogliere alcuni gesti o riti tradizionali che il pellegrino compie entrando dal lato dello stupendo Portico della gloria: mettere la mano nell'impronta, mettere la mano nella bocca dei mostri, la testata al santo dei bernoccoli, toccare i piedi del Re David.
Usciamo dalla Cattedrale, ammiriamo la stupenda Plaza do Obradoiro, il Palacio do Rayoi, il Collegio de San Jeronimo e l'Hostal de los Reyes Catolicos, oggi Parador Nacional.

 Il penultimo giorno del nostro pellegrinaggio contempla un'escursione verso Fisterra, all'estremo confine della terra, sugli scogli dell'Atlantico.
La prima sosta è  ad un piccolo borgo Puente Maceira, un ponte romano sul Tambre, con la chiesa di San Blas: dieci minuti di sosta (che in realtà diventeranno venti, perché oggi siamo benevoli), per una fotografia alle splendide cascatelle del fiume, viste dal ponte. Si riparte per Muxia, sull'Atlantico, la cittadella tristemente famosa per il naufragio della petroliera Prestige.
Ci incamminiamo verso il santuario di Nuestra Señora  de la Barca, incollato sulle rocce che trattengono l'oceano e non invada la terra di Spagna. Secondo la  tradizione ci sono due sassi che servono per curare il male di testa e il male di schiena; diventano la preda dei più audaci.La prossima metà è Cabo Finisterre, il Km 0,0 del Cammino.
Un ottimo pranzo con sangria a volontà e pesce fresco e buono rallegra il cuore della compagnia.
Una tappa al piccolo borgo marino di Muros: ci è data mezz'ora di libertà per andare a vedere la piazza del municipio, la chiesa di San Pietro o le viuzze di questo simpatico paese di mare.
Chi vuole è invitato alla messa in Cattedrale alle 19.30: molti vi partecipano. La presiede un Canonico della cattedrale, che gentilmente all'inizio dell'omelia saluta in italiano il nostro gruppo e ci augura un felice esito del pellegrinaggio alla tomba di San Giacomo.
A tavola, alla fine della cena mi commuove il grazie del gruppo che mi consegna una simpatica 'zirudela' con un butafumeiro; però è troppo piccolo per poterlo usare a San Benedetto e attirare così i turisti nella nostra chiesa.

 E' l'ultimo giorno, il giorno del saluto alla Cattedrale, dove iniziamo la giornata con l'eucaristia nella Cappella della Madonna del Pilar.  La Parola di Dio, propria della liturgia di San Giacomo, ricorda l'episodio dei due figli di Zebedeo e Gesù richiama l'impegno del SERVIZIO per chi vuol essere il più grande. Non poteva esserci Parola più giusta per il nostro rientro in comunità: questa esperienza del Cammino deve insegnarci l'importanza del servizio nella vita cristiana, nella comunità, nelle nostre famiglie.
Ci rimane del tempo libero; gli ultimi acquisti e poi operazioni di imbarco veloci, puntualità dell'Iberia, bagagli tutti arrivati - bordone compreso - all'aeroporto della Malpensa.
Lungo il tratto che ci porta a Ferrara ci 'raccontiamo' l'esperienza: non ci sono lamentele da parte degli uomini neanche alle 21, quando inizia la partita dell'Italia! Che volete di più! Una bella ed entusiasmante esperienza. Arrivederci alla prossima.